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Gentile Signora,

in questa pagina troverà informazioni che riguardano le donne con protesi mammarie.

Prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico di tipo estetico è frequente porsi alcune domande.

Le protesi possono aumentare il rischio di ammalarsi di cancro mammario?

Studi sperimentali e dati “epidemiologici” (studio statistico su grandi numeri) non hanno dimostrato un aumentato rischio.

Le protesi possono ridurre le capacità diagnostiche della mammografia, ecografia e risonanza magnetica?

Per la mammografia numerosi studi hanno dimostrato una “interferenza” delle protesi con la lettura dell'esame; questo e sicuramente maggiormente valido per le protesi che vengono posizionate appena sotto la ghiandola.
L'ecografia e la risonanza non vengono “ostacolate” dalla presenza delle protesi.
Attualmente la risonanza senza mezzo di contrasto è la metodica più affidabile per la valutazione dello stato delle protesi (vedi risonanza)

Ho le protesi posso eseguire lo stesso la mammografia?

Sicuramente si. E' importante che informi il Radiologo ed il Tecnico di Radiologia perché l'esame deve essere eseguito con una manovra particolare (Eklund)

Se ho le protesi posso allattare?

Alcuni studi hanno dimostrato una significativa riduzione della capacità di allattamento nelle donne portatrici di protesi.

Che durata hanno le protesi?

Le protesi mammarie hanno una durata limitata nel tempo che non è possibile stabilire “a priori”. Il rischio di sostituire le protesi nel corso della vita è elevato.

Quali sono le complicanze di un intervento chirurgico per protesi?

Vi è un rischio intrinseco dell'intervento (simile a tutti gli interventi anche quelli non estetici). Vi sono anche dei rischi specifici.

I più frequenti a breve termine: ematoma, sieroma (vedi), infezione, modificazione della sensibilità del capezzolo, pneumotorace.

I più frequenti a lungo termine sono:

  • Contrattura (reazione da corpo estraneo). La frequenza di insorgenza sembra correlata all'età dell'impianto è di vari gradi ed appare individualmente più o meno tollerata. Sono più frequenti (fino al 56%) nelle protesi a superficie esterna lisca, nelle sedi retro ghiandolari e quelle a contenuto interno di silicone. Un studio ha dimostrato che dopo 25 anni tutte le protesi presentano contrattura.
  • Rottura con o senza perdita di sostanzaLa frequenza di insorgenza sembra correlata all'età dell'impianto e si attesta tra il 5-10% a 10 anni dall'intervento con frequenza maggiore nei primi 5 anni (6% annuo). La vita media delle protesi (secondo un importante studio) è di 10.8 anni. In circa il 21% delle rotture vi è fuoriuscita del contenuto (silicone). E' dimostrata una maggiore frequenza di rotture nelle protesi posizionate dietro il muscolo (retromuscolari).
  • Reintervento. Circa 1 donna su 8 ha complicanze che inducono a re-intervenire dopo 5 anni.


Qual'è il miglior tipo di protesi?

Non è possibile una risposta definitiva. Solo la consulenza con il Chirurgo Plastico permette una risposta personalizzata. Le protesi si differenziano per:

  • forma: tonda, ovale, anatomica e semiluna
  • contenuto: gel di silicone, gel di silicone coesivo, soluzione fisiologica, idrogel e PVP
  • superficie: liscia, testurizzata, poliuretano
  • tipo: protesi definitiva pre-riempita o gonfiabile ad una o due camere, espansore
  • dimensioni: quantitativo variabile di contenuto


Che tipo di intervento è migliore?

Non è possibile una risposta definitiva. Solo la consulenza con il Chirurgo Plastico permette una risposta personalizzata. Le sedi di impianto sono:

  • dietro la ghiandolare = retroghiandolare
  • dietro il muscolo pettorale = retromuscolare.

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