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Caiazzo CDi Micco REsposito ESollazzo VCervotti MVarelli CForestieri PLimite G.

PURPOSE:

In the last decade contrast-enhanced magnetic resonance imaging (MRI) has gained a growing role as a complementary tool for breast cancer diagnosis. Currently the relationship between the kinetic features of a breast lesion and pathologic prognostic factors has become a popular field of research. Our aim is to verify whether breast MRI could be considered a useful tool to predict Ki-67 score, thus resulting as a breast cancer prognosis indicator.

METHODS:

From June to December 2014, we enrolled patients with breast cancer who underwent preoperative dynamic contrast-enhanced MRI at the local health agency. We analyzed the time-signal intensity curves calculating the mean values of the following parameters: the basal enhancement (Ebase), the enhancement ratio (ENHratio), the maximum enhancement (Emax), and the steepest slope of the contrast enhancement curve (Smax). Scatterplots and Pearson correlation test were used to investigate the eventual associations among these parameters.

RESULTS:

A total of 27 patients underwent breast MRI during the study period. The mean ± SD Ki-67 percentage was 27.03 ± 16.8; the mean Emax, Smax, Ebase , and ENHratio were 433.9 ± 120.2, 267.3 ± 96.8, 165.5 ± 77.1, and 187.1 ± 94.8, respectively. Scatterplots suggest a positive correlation between Ki-67 and both Emax and Smax. The correlation tests between Ki-67 and Emax, Ki-67 and Smax showed statistical significance.

CONCLUSIONS:

Our preliminary data suggest that enhancement pattern is closely linked to breast cancer proliferation, thus proving the relationship between more proliferating tumors and more rapidly enhanced lesions. This is hypothesis-generating for further studies aimed at promoting breast MRI in the early estimation of cancer prognosis and tumor in vivo response to chemotherapy.

PROTESI Francesi PIP: il parere del Prof D’Andrea

Il prof. Francesco D’Andrea, professore ordinario di Chirurgia Plastica e direttore della Scuola di specializzazione in chirurgia Plastica della Seconda Università di Napoli, di concerto con quanto stabilito dal Ministero della Salute ed in attesa di disposizioni definitive, in risposta alla crescente preoccupazione delle pazienti riguardo al clamore che si è creato relativamente alle protesi francesi PIP, potenzialmente dannose per la salute, risponde ai quesiti ricorrenti sull’argomento

Le protesi mammarie PIP sono cancerogene?

Allo stato attuale non ci sono evidenze scientifiche che pongono in correlazione l’insorgenza di tumori o patologie gravi con l’impiego delle protesi incriminate. L’unico dato certo è che tali impianti protesici sono stati prodotti utilizzando un tipo di silicone non conforme all’uso medico e sono risultati più suscettibili al deterioramento ed alla rottura rispetto agli altri impianti. La conseguenza di tale rottura è l’insorgenza di reazioni infiammatorie. Si ricorda che il fenomeno è circoscritto alle protesi Francesi PIP ed in particolare a quelle prodotte dal 2001 al 2010, e pertanto nessun rischio corrono le donne portatrici di altri impianti mammari.

Come devono comportarsi le donne portatrici delle protesi francesi e quelle che non conoscono la marca delle protesi ?

Devono rivolgersi al proprio chirurgo o comunque ad uno specialista per valutare l’iter da seguire. Presso il reparto di Chirurgia Plastica della Seconda Università di Napoli, da me diretto, è stato riservato uno spazio ambulatoriale dedicato alle pazienti portatrici di protesi PIP per valutare i singoli casi ed elaborare il giusto programma diagnostico terapeutico. Le prenotazioni si effettuano tramite CUP

E’ consigliabile rimuovere tutte le protesi PIP?

Il problema non va certamente sottovalutato ma vanno evitati inutili ed ingiustificati allarmismi che possono turbare senza serio motivo le donne portatrici di impianti protesici e soprattutto dare indicazioni indiscriminate di rimozione delle protesi. In questo momento è opportuno in via cautelativa solo un monitoraggio delle pazienti non molto dissimile da quello usualmente utilizzato, soltanto più ravvicinato nel tempo, con controlli clinici almeno semestrali. Solo in caso di rottura è necessario procedere con urgenza alla rimozione delle protesi.

Quali sono i sintomi di una rottura della protesi?

I segnali di eventuali problemi sono rappresentati da un cambio di forma e dimensioni della mammella, arrossamento, dolore, indurimento, ingrossamento dei linfonodi ascellari. Solo in questi casi è opportuno rivolgersi rapidamente allo specialista, per indicazioni sull’iter diagnostico terapeutico”

Quali sono le indagini per valutare lo stato delle protesi?

A supporto dell’esame clinico si possono utilizzare l’ecografia e la risonanza magnetica che danno un quadro preciso dello stato delle protesi.

E’ possibile eseguire la sostituzione delle protesi in una struttura pubblica?

Allo stato attuale è possibile eseguire nelle strutture pubbliche la sola rimozione delle protesi in casi in cui è dimostrato un problema specifico. Non è possibile sostituire le protesi nei casi di interventi estetici.

C.C.

(© 2012 - tutti i diritti riservati)


Fiera della casa 2012

«È importante vivere a lungo ma soprattutto è importante vivere bene. La prevenzione rappresenta una assoluta priorità in tal senso». Lo dichiara la professoressa Annamaria Colao, tra le prime quaranta scienziate italiane al mondo, nel corso della presentazione delle iniziative che il Villaggio della salute terrà durante la storica manifestazione che si svolge alla Mostra d’Oltremare. «Una adeguata dieta alimentare e uno stile di vita corretto rappresentano il punto di partenza per una salute duratura. Con oggi inizia un percorso che ogni anno ci farà conoscere meglio come difenderci dalle malattie più diffuse. Bisogna andare dal medico quando si è sani così da evitare di ammalarsi. Oltretutto in questo modo si evita un peso sul welfare e sulle casse dello Stato”, conclude la professoressa Colao, coordinatrice scientifica del Villaggio della Salute.

E per far ciò il Villaggio della salute – Onlus garantirà il funzionamento di un vero e proprio ospedale da campo dove si potranno eseguire numerose visite mediche. Con l’esibizione del biglietto di ingresso alla Fiera della Casa si avrà diritto gratuitamente a una visita metabolica, una visita diabetologica e una visita per lo screening dell'osteoporosi. Con la donazione di un contributo di dieci euro si potranno, inoltre, fare una visita cardiologica, endocrinologica, dermatologica, senologica con ecografia, una visita ginecologica con pap-test, una andrologica e infine un prelievo per il controllo di colesterolo, trigliceridi, GOT, GPT, emocromo (per chi si presenterà a digiuno). Insomma un vero e proprio check up completo con un gruppo di specialisti di prim’ordine che si alterneranno nei padiglioni prospicienti il rinnovato Cubo d’oro della Mostra d’Oltremare.

Da Cosa nasce il Villaggio della salute e quali gli obiettivi?

L’associazione Villaggio della salute - Onlus nasce per attuare un’ azione costante di diffusione e promozione della cultura della prevenzione attraverso iniziative di tipo sanitario ed educativo.
L’associazione concentra le sue energie e le sue risorse soprattutto su due grandi obiettivi:

  1. Migliorare lo stato di salute dei cittadini attraverso eventi nelle principali piazze cittadine con visite e controlli specialistici al fine di prevenire ed individuare rischi per la salute
  2. Contribuire alla diffusione di una cultura della prevenzione che stimoli cambiamenti negli stili di vita al fine di ottenere un benessere globale della persona attraverso l’educazione continua, l’informazione e la comunicazione delle tematiche relative alla prevenzione e alla concezione di benessere legato a stili di vita salutari sia attraverso i mass media con trasmissioni televisive, inserti nei principali giornali nazionali e locali nonché tramite l’organizzazione di eventi aperti al pubblico.

Come si perseguono concretamente tali finalità e quali gli eventi svolti?

Il Villaggio della Salute prevede l’allestimento di un vero e proprio “Ambulatorio da Campo” dedicato alla prevenzione, nel quale i cittadini interessati possono essere visitati, possono ricevere ecografie e radiografie ed informati circa i rischi per la salute e le buone pratiche da attuare per evitare l’insorgere delle patologie.

Il Villaggio può essere allestito durante grandi manifestazioni o su richiesta di enti pubblici e/o privati che intendono promuovere la cultura della prevenzione ed offrire ai cittadini la possibilità di controllare il proprio stato di salute.

Fino ad ora oltre all'allestimento del Villaggio durante la fiera della casa, siamo stati in Piazza del Plebiscito nel 2010 e 2011 durante l'edizione napoletana della Susan G. Komen Race for the Cure (circa 2000 le visite effettuate in 2 anni e diversi i casi sospetti individuati) e prevediamo di realizzare prossimamente iniziative similari anche in provincia di Caserta e Benevento

C.C.

(© 2012 - tutti i diritti riservati)


Intervista al Prof. Pietro Panizza Direttore U.O.C. di Diagnostica per Immagini dell'Istituto Tumori di Milano e Presidente della Sezione di Senologia della S.I.R.M. (Società Italiana di Radiologia Medica) sul ruolo del Radiologo e della Risonanza Magnetica nel caso delle protesi PIP.

 

1) Quali sono gli esami che ritiene opportuni per una valutazione delle protesi al seno?

Per una valutazione delle protesi l’ecografia è sicuramente l’esame di elezione. In buone mani consente di identificare, con buona accuratezza, la rottura della protesi intra ed extracapsulare, differenziandole, e  può visualizzare raccolte liquide peri-protesiche.

L’ecografia, inoltre, è in grado di identificare silicone nei linfonodi, più frequentemente ascellari, in caso di gel bleeding, ovvero di aumentata porosità della protesi che, seppur integra, lascia fuoriuscire minime quantità di silicone che viene drenato dal sistema linfatico.

In caso di dubbio all’ecografia si può ricorrere alla RM, che per lo studio delle protesi viene eseguita senza mezzo di contrasto.

2) La presenza di protesi mammarie consente di sottoporsi a mammografia ?

La presenza di impianti protesici non impedisce l’acquisizione della mammografia e di conseguenza i controlli mammografici periodici sulla base dell’età e/o del profilo di rischio.

In una donna con protesi PIP occorrerà prestare maggiore cautela in quanto più fragili, pertanto prima di sottoporsi all’esame occorre informare il Tecnico di Radiologia ed il MedicoRadiologo.

Poiché alla mammografia la protesi maschera una discreta porzione di mammella, si raccomanda di completarla con ecografia.

3) Può la risonanza magnetica mammaria scoprire se le protesi sono della azienda PIP ?

Ad oggi la RM non è in grado di distinguere una protesi PIP dalle altre.

4) Ritiene, come esperto di senologia diagnostica, utile l'asportazione delle protesi PIP senza evidenza di segni di rottura e stravaso del contenuto?

Poiché, dai dati disponibili dalle Società Scientifiche e dal Consiglio Superiore di Sanità, le protesi PIP rispetto a quelle di altro tipo risultano rompersi più precocemente e frequentemente e possono più facilmente creare processi infiammatori in caso di rottura, ma non sono cancerogene, non c’è ad oggi alcuna indicazione alla rimozione in assenza di segni di rottura. Tutti i tipi di protesi possono infatti andare incontro a rottura, anche le non PIP.

Rispetto alle altre protesi si raccomanda una più attenta sorveglianza clinica e radiologica, con ecografia annuale ed eventuale RM, così da evidenziarne precocemente la rottura.

5) Vi è una correlazione accertata tra le protesi PIP e il tumore al seno?

Come sottolineato non esiste ad oggi alcuna evidenza di cancerogenicità delle protesi PIP.

Poiché in Italia sono state ritirate dal commercio e sequestrate dai Nas a partire dall’aprile 2010, come del resto in Francia, presumo che ci sia stato il tempo per fare valutazioni chimiche e tossicologiche che non hanno dimostrato ad oggi alcuna correlazione tra protesi PIP e cancro mammario. I casi segnalati in Francia, a quanto reso noto, rientrano nelle percentuali di incidenza di tumore mammario della popolazione normale.

6)Cosa consiglia il Medico Radiologo alle donne che si sottopongono ad impianto o sostituzione di protesi al seno ?

In caso di posizionamento di impianto protesico si raccomanda di eseguire prima dell’intervento gli esami radiologici adeguati all’età ed al profilo di rischio della donna per escludere la presenza di carcinoma mammario. In caso di sostituzione delle protesi dopo i 40 anni si consiglia RM mammaria con mezzo di contrasto per lo stesso motivo.

E’ buona norma eseguire una RM di controllo delle protesi a 10 anni dall’impianto; a 5 anni per le PIP.

Bisogna sempre esigere dal chirurgo la documentazione delle protesi utilizzate con l’etichetta di identificazione che fungerà anche da garanzia, e portarla con se quando ci si sottopone ad esami al seno.

C.C.

(© 2012 - tutti i diritti riservati)


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Il ruolo della risonanza magnetica quale indicatore di prognosi nel cancro al seno

E' stato pubblicato sull'autorevole rivista scientifica "Tumori Journal", a firma del dott. C. Caiazzo et al., un articolo contenente i risultati preliminari di uno studio prospettico sull'efficacia della risonanza magnetica a contrasto (MRI) nella previsione del punteggio del marcatore di rilevazione di antigeni (Ki67) nel cancro della mammella...continua

Intervista al Prof. F. D'andrea sulle protesi francesi PIP

Il prof. Francesco D’Andrea, professore ordinario di Chirurgia Plastica e direttore della Scuola di specializzazione in chirurgia Plastica della Seconda Università di Napoli, di concerto con quanto stabilito dal Ministero della Salute ed in attesa di disposizioni definitive, in risposta alla crescente preoccupazione delle pazienti riguardo al clamore che si è creato relativamente alle protesi francesi PIP, potenzialmente dannose per la salute, risponde ai quesiti ricorrenti sull’argomento...continua

Intervista al Prof. P.Panizza sul ruolo del Radiologo nel caso PIP

Per una valutazione delle protesi l’ecografia è sicuramente l’esame di elezione. In buone mani consente di identificare, con buona accuratezza, la rottura della protesi intra ed extracapsulare, differenziandole, e  può visualizzare raccolte liquide peri-protesiche. L’ecografia, inoltre, è in grado di identificare silicone nei linfonodi, più frequentemente ascellari, in caso di gel bleeding, ovvero di aumentata porosità della protesi che, seppur integra, lascia fuoriuscire minime quantità di silicone che viene drenato dal sistema linfatico...continua

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