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Gentile Signora,

in questa pagina troverà ciò che Le serve sapere dello Screening.
Lo screening è una parola di derivazione anglosassone che viene ormai utilizzata correntemente anche nella nostra lingua. 
Una traduzione del tutto personale (chiedo scusa a tutti gli anglofoni!) potrebbe essere “selezionare” ovvero eliminare quello che non ci interessa da quello che merita la nostra attenzione.
Unico obiettivo dello screening è scoprire precocemente un cancro mammario.
Con lo screening si effettuano esami mammografici (vedi) ogni due anni a tutte le donne ASINTOMATICHE (ovvero apparentemente sane) in una fascia d’età compresa tra i 50-69.
L’obiettivo è quello di individuare quella piccola parte di donne che presenta anche una minima alterazione tale da destare sospetto.
In questo caso la donna viene “richiamata” (ricontattata) per effettuare degli esami integrativi, generalmente ecografia (vedi), e “selezionare” ulteriormente chi necessita di ulteriori approfondimenti.
Tutti gli esami dello Screening sono gratuiti essendo previsti dal Ministero della Salute come Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Le donne di questa fascia di età (50-69 anni) vengono invitate a partecipare al programma tramite “chiamata attiva” ovvero una lettera a casa da parte delle A.S.L. competenti.
Anche se non riceve la lettera, ha comunque diritto a partecipare al programma, in tal caso Le consiglio di contattare la sua A.S.L. di competenza o il suo Medico di Medicina Generale.
A garanzia della qualità del “percorso screening” il Ministero della Salute raccomanda l’impiego della doppia lettura dell’esame mammografico (due radiologi devono visionare le Sue mammografie), con eventuale discussione tra i radiologi o il giudizio da parte di un terzo radiologo nei casi discordanti.

I radiologi che operano nel programma di screening devono:

  • essere dedicati all’attività senologica per almeno il 50% del loro tempo
  • leggere almeno 5000 esami di screening ogni anno
  • partecipare a riunioni periodiche multidisciplinari su casi clinici, insieme alle altre figure professionali coinvolte (patologi, chirurghi, oncologi, radioterapisti, personale tecnico e infermieristico)
  • partecipare alla revisione periodica della propria attività.

Come vede se non ha sintomi, ha una serie di garanzie di qualità per una diagnosi precoce! Effettuando la mammografia ogni due anni, le donne di età compresa fra 50 e 69 anni possono ridurre del 35% il proprio rischio di morire per cancro della mammella!
Vi sono però alcuni punti che vanno chiariti in modo che Lei possa scegliere liberamente.
Nel caso (speriamo!) che Lei non venga “richiamata” riceverà solo una risposta scritta di assenza di segni di sospetto (non un referto diagnostico completo!) e non avrà i radiogrammi della sua mammografia (che saranno archiviati per visionarli nei successivi controlli).
La mammografia sarà effettuata da un Tecnico di Radiologia e, nella maggior parte dei casi, verrà letta dal Radiologo solo successivamente. 
Questo significa che non potrà parlare con il Radiologo tranne nei casi di un approfondimento successivo.
La frequenza della mammografia biennale ha un fondamento scientifico nella fascia di età 50-69 ma è legata anche ad una considerazione costo-efficacia cioè alle risorse economiche che il nostro Sistema Sanitario può garantire per questo tipo di programma. Purtroppo può accadere che in questo intervallo di due anni si possa sviluppare, o meglio, evidenziarsi un cancro mammario (cosiddetto cancro intervallo) .
Nel programma di screening le mammografie con mammelle “dense” (vedi), che avrebbero bisogno di una ecografia ad integrazione per una migliore diagnosi precoce, senza altri segni di sospetto non vengono richiamate per approfondimento.
Come stabilito dal programma visibile sul sito del Ministero della Salute è necessario prevedere una corretta informazione alla donna sui vantaggi e limiti dello screening.
In base al rapporto costo-efficacia, le donne ultracinquantenni dovrebbero fare la mammografia ogni due anni, mentre nelle donne di 45-49 anni l’intervallo dovrebbe essere di 12-18 mesi.
Attualmente è allo studio estendere i programmi di screening alle donne della fascia di età 45-49 e 70-74.
Nella fascia di età tra i 45 e i 49 anni, la Legge finanziaria del 2001 garantisce l’esenzione dal pagamento e dovrebbe favorire così l’accesso spontaneo.

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