La prima informazione sulla cartella clinica è il tipo istologico, ovvero il “nome e cognome” del tumore.
Esistono numerosi tipi di carcinoma mammario anche se circa l'85% dei tumori è di due tipi.
Le caratteristiche intrinseche del carcinoma sono importanti anche dal punto di vista prognostico in quanto alcuni tipi sono confinati all'interno della cosiddetta “membrana basale” ovvero all'interno del dotto e vengono definiti “in situ” o “intraduttale”; altri superano questa barriera e vengono definiti “infiltranti”.
I tipi istologici sono espressione della regione anatomica di “partenza” e delle caratteristiche proprie del tessuto di cui sono costituite.
Di seguito Le riportiamo i più frequenti tipi con le sigle (in italiano e inglese!):
Carcinoma duttale (70-80%) infiltrante = CDI (inglese DCI); in situ = CDIS (inglese DCIS).
Varianti :
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comedo
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infiammatorio
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midollare
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mucinoso
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papillare
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scirroso
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tubulare
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adenoido cistico
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secretorio
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a cellule squamose
Carcinoma lobulare (circa 5%) infiltrante = CLI (inglese LCI); in situ = CLIS (inglese LCIS)
Carcinoma NAS (non altrimenti specificato) in inglese NOS (no otherwise specified)
Malattia di Paget (del capezzolo) con varianti NAS, intraduttale o in situ o infiltrante
Ognuno di questi tipo istologici ha delle caratteristiche particolari.
Il carcinoma lobulare, per esempio, è frequentemente presente in più punti della mammella nello stesso quadrante o in più quadranti.
Il carcinoma in situ in linea “teorica” dovrebbe essere confinato alla mammella con scarse possibilità di metastasi a distanza tale regolare presenta però delle eccezioni che sono in corso di studio.
Alcuni tipi come il papillare ed il tubulare sono meno aggressivi.
Un discorso a parte merita il Carcinoma lobulare in situ (CLIS o LCIS) per cui non si è giunti ancora ad un consenso unanime se si tratta di una lesione pre-maligna o un marcatore di aumentato rischio di cancro mammario.